Fotografia digitale all'Infrarosso

23 Novembre 2006

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Prima parte.  Cos'è l'Infrarosso?




Canon Rebel XT modificata permanentemente per foto IR. Stitched panorama, 260Mpixel


Perchè fotografare all'Infrarosso ?

La fotografia di questo tipo apre una dimensione nuova, un modo di vedere inconsueto rispetto a quanto siamo abituati. Lo spettro della radiazione luminosa è molto più ampio di quello che l’occhio umano può percepire, e fino all’avvento dei sensori CCD l’unico modo possibile per poter ‘vedere’ cosa c’era oltre allo spettro del visibile era utilizzare delle pellicole speciali in grado di rendere visibile anche l’invisibile.

Il grosso vantaggio dato da questo tipo di ripresa è di poter realizzare degli scatti anche in condizioni di foschia, perche` la radiazione infrarossa la attraversa senza grossi problemi permettendoci di ottenere una visibilità ed una nitidezza non sempre disponibile nella fotografia classica sia a causa delle condizioni meteorologiche sia a causa del continuo aumento dell’inquinamento atmosferico.


Canon Rebel XT modificata permanentemente per foto IR. Falsi colori. Stitched panorama, 490 Mpixel


Se effettuiamo la ripresa su pellicola BN-IR, allora otteniamo un’immagine in bianconero, mentre se utilizziamo una fotocamera digitale otterremo una ripresa in falso colore che potrà essere trattata e trasformata a nostro piacere (vedi sopra). Quando la pellicola era più diffusa esistevano anche delle emulsioni IR a colori.

Per apprezzare pienamente la magia di uno scatto IR bisogna pero` far sì che la fotografia sia realizzata usando solo la porzione di luce relativa a questa lunghezza d’onda e per far questo dobbiamo eliminare tutta la luce visibile utilizzando un filtro, che nel nostro caso anziche` essere del classico colore rosso, arancio o giallo al nostro occhio apparirà completamente nero.

Quasi tutte le principali ditte produttrici di filtri fotografici ne hanno a catalogo almeno uno, ma data la sua specificita` non sempre quando ci rivolgiamo al nostro negoziante di fiducia abbiamo una grossa scelta, e da un breve sondaggio quello con migliore reperibilita` risulta essere il filtro HOYA R72. Questo filtro e’ del tipo passa-alto e cioè elimina tutto quello che e’ sotto ad una certa lunghezza d’onda, per cui non saremo più in grado di vedere tutto quello che c’e` sotto il rosso (~700nm).

Di seguito e’ proposta la stessa scena inquadrata proposta in tre modalita` diverse di ripresa: a colori, B/N e B/N IR. Per la realizzazione di questi scatti e’ stata utilizzata una fotocamera digitale Nikon E5000 non modificata e per gli scatti in IR e’ stato utilizzato un filtro Hoya montato tramite adattatore. Notare nelle immagini proposte, oltre all’evidente effetto sul fogliame delle piante in primo piano, la quasi totale scomparsa della foschia rispetto alle immagini in luce visibile che rende chiaramente identificabile la catena montuosa all’estrema sinistra.



Fotografia a colori (con spettro emissione luce visibile)




Fotografia in bianco e nero (con spettro emissione luce visibile)




Fotografia in bianco e nero IR con filtro Hoya R72 (con spettro emissione luce IR)




Infrarosso in analogico

Utilizzando una fotocamera a pellicola l’unico modo per realizzare delle riprese in infrarosso e` quello di comprare un rullino di Kodak HIE Infrared o di MACO IR820C (ora Rollei 820c), caricarlo nella fotocamera e, dopo aver stabilito il tempo di esposizione, effettuare lo scatto.

L’unica cosa alla quale bisogna prestare di attenzione e’ che la propria fotocamera abbia il contatore delle perforazioni della pellicola realizzato con il classico ingranaggio meccanico, perche`se e` stato realizzato con un sensore a luce infrarossa in corrispondenza della sua posizione avremo quasi sicuramente una parziale velatura del fotogramma.



La pellicola Maco 820c, ora Rollei IR820c


Uno degli autori di questo articolo ha fotografato per anni con la Maco 820c con grande soddisfazione. Questo all’interno dei vincoli creati da questo tipo di fotografia analogica, cioe’ esposizioni anche di 1 secondo in giornata con pieno sole. Il cavalletto era percio’ d’obbligo. Per quanto riguarda lo sviluppo della pellicola, sono stati ottenuti ottimi risultati con abbondante prelavaggio e sviluppo con Xtol 1:2 per circa 13 minuti a 20oC.

La pellicola Maco 820c, come implica il nome, mantiene una sensibilita’ accettabile fino attorno agli 820nm, oltre i quali precipita abbastanza velocemente. E’ quindi una pellicola piu’ propriamente per infrarosso / rosso profondo, ed infatti non funziona correttamente quando esposta con i classici filtri all’infrarosso (neri ai nostri occhi) che tagliano tutte le lunghezze d’onda inferiori ai 900nm: il risultato con la Maco usando questi filtri sono fotogrammi completamente neri: dove la pellicola era sensibile (sotto gli 820nm) il filtro IR bloccava l’arrivo della radiazione luminosa, dove il filtro permetteva alla radiazione di passare (sopra i 900nm) la pellicola non rispondeva piu’. Bisogna invece usare con questa pellicola dei filtri rosso scurissimo come il B&W 89B (092).



Infrarosso in digitale

Disponendo di una fotocamera digitale non dovremo preoccuparci del problema pellicola e del suo sviluppo e potremo dedicarci pienamente alla ripresa.

Il sensore delle macchine fotografiche digitali e’ molto sensibile alla luce infrarossa, tanto che i produttori mettono immediatamente davanti al sensore un filtro speciale chiamato HotMirror/IRCut per evitare che l’immagine fotografata perda nitidezza a causa della differenza di piani di messa a fuoco. L’introduzione di questo filtro lascia passare tutto lo spettro della luce visibile e taglia drasticamente tutto quello che e’ oltre il rosso profondo.



Esempio della curva caratteristica di un filtro IR Cutoff generico: si noti la forte attenuazione tra i 700nm ed i 1100 nm.



Il filtro utilizzato per le prove: Hoya R72





Nella dicitura del filtro (R72) possiamo leggere che questo filtro lascia passare tutte le radiazioni a partire dalla gamma dell’infrarosso vicino (720nm), eliminando completamente tutto lo spettro della luce visibile e dell’ultravioletto.

Ottimi filtri IR sono anche quelli B&W (di più complessa reperibilita’ in Italia), in particolare il modello 87C (093). In questo filtro passa solo l’1% della luce fino a 800nm, mentre a 900nm l’88% della stessa viene trasmesso. E’ quindi un filtro con un taglio molto accentuato, più specialistico verso l’infrarosso del filtro Hoya. Ed infatti come detto sopra era sconsigliato per l’uso con pellicole IR come la Maco 820c (ora Rollei) dove si usava obbligatoriamente il meno aggressivo 89B (092), più simile come trasmissione allo Hoya discusso sopra.



Seconda parte


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