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 Colorimetro Spider Print
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AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato - 14/04/2021 :  21:42:58  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Salve a tutti.

Non sono riuscito a trovare molte opinioni relative al colorimetro in oggetto.
Io ne sono entrato in possesso di recente grazie ad una fortunata (chissà?) asta su ebay e vorrei approfondire le possibilità che offre (se ne offre ). Che cosa se ne dice?

Fino ad ora ho fatto giusto un paio di profili usando il software in dotazione: non avendo avuto precedentemente il colorimetro devo dire che le stampe mi sembrano finalmente già buone con poco sforzo. Quindi fin qui mi ritengo già soddisfatto...

Tuttavia ho notato che il BN soffre ancora di imprecisioni e sfortunatamente il programma della Datacolor non mi sembra permettere il miglioramento progressivo del profilo. Cioè il massimo che si può fare è stampare ondate di toppe e massimizzare la risoluzione nello spazio colore, ma nel BN questo non è nemmeno permesso, ovvero il numero di toppe attorno alla diagonale neutra sono sempre le stesse anche con i profili di massima qualità.

Qualcuno è a conoscienza di tecniche accessibili con questo strumento per andare oltre?

Vi ringrazio.

AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato -  19/04/2021 :  15:50:58  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Vedo che questo dispositivo si conferma poco diffuso ...
Allora riporto io qualche informazione in più.

Il programma di calibrazione della Datacolor purtroppo non lascia molte possibilità: o si crea un profilo da una scansione definita da loro, o niente, non si possono nemmeno ottenere i valori colorimetrici dati dal colorimetro. Quest'ultima opzione mi sarebbe sembrata sfruttabile per usare altri programmi che generano profili (sto pensando ad Argyll).

Per fortuna però ho trovato dentro la sua cartella di installazione i file dove memorizza i risultati delle scansioni (io li trovo qui C:\Users\<nome-utente>\AppData\Local\Datacolor\SpyderPRINT\Data\Print, uso Windows10). Si tratta di file tipo .xml quindi non possono essere usati direttamente negli altri programmi, ma in fondo possono essere convertiti facilmente.

Ora sto fantasticando se Argyll sia in grado di creare un target con le toppe disposte esattamente come il programma Datacolor, in questa maniera si può usare il programma originale per scandire il target fornito da Argyll, dopo di che convertire la scansione ed inserirla nel flusso previsto da Argyll.

Io di Argyll non so niente, ne ho solo visitato il sito, quindi chiedo a voi... Posso generare un target (coi colori che voglio, ovviamente) della forma e disposizione che si vede nelle immagini che vi collego più sotto?
https://www.digitalblackandwhite.co.uk/wp-content/uploads/2018/05/datacolor-spyderprint.jpg

Ogni foglio contiene 225 toppe disposte in 15 righe per 15 colonne, la separazione tra una toppa e l'altra è bianca, quando le toppe sono scure e nera quando le toppe sono chiare.

Vi ringrazio

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AlbertoM
Moderatore

Italy
4716 Posts

Postato -  19/04/2021 :  19:08:29  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di AlbertoM  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ciao,
con Argyll puoi creare un tiff con printtarg, usando l'opzione -b inserisce i separatori bianchi e neri in automatico.


Però per usare printtarg devi prima aver creato un file .ti1 e per farlo in genere si usa targen

Magari puoi usare targen per creare un file ti1 con il numero di patches che ti interessa, e poi puoi modificare i valori RGB manualmente se vuoi mettere dei colori particolari.

AlbertoM
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andreavax
Junior Member

44 Posts

Postato -  19/04/2021 :  23:02:26  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ciao,
mi dispiace dirti che lo Spyder Print non è supportato da Argyll.

Andrea
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andreavax
Junior Member

44 Posts

Postato -  19/04/2021 :  23:04:40  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Di seguiro il link alla documentazione di Argyll

http://www.argyllcms.com/doc/ArgyllDoc.html

Andrea
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AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato -  20/04/2021 :  12:06:56  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Citazione:
AlbertoM ha scritto:

con Argyll puoi creare un tiff con printtarg, usando l'opzione -b inserisce i separatori bianchi e neri in automatico.


Però per usare printtarg devi prima aver creato un file .ti1 e per farlo in genere si usa targen

Magari puoi usare targen per creare un file ti1 con il numero di patches che ti interessa, e poi puoi modificare i valori RGB manualmente se vuoi mettere dei colori particolari.



Ti ringrazio, è quello che speravo. I passaggi che hai specificato sono quelli che mi ero immaginato leggendo lo schema di funzionamento di Argyll.

Intanto inizierò usando una GUI, anche se non mi spaventa troppo creare delle query, viceversa mi preoccupa il tempo che occorre per capire quello che si sta facendo... Cercherò di non abusare della vostra pazienza, ma a suo tempo penso che mi toccherà chiedere aiuto al forum

Già che ci sono, mi daresti un abbozzo di comando per generare una tavola con 225 o 120 toppe attorno all'asse neutra?

Citazione:
andreavax ha scritto:

Ciao,
mi dispiace dirti che lo Spyder Print non è supportato da Argyll.

Andrea



Sì, avevo notato questa triste cosa e forse non mi sono espresso chiaramente più sopra.
Il programma di Spyderprint genera dei file xml dove sono registrate le letture fatte per la calibrazione. Il mio intento è quello di sfruttare quei file per riuscire a fare le calibrazioni che mi servono con Argyll.

Qui c'è lo schema di funzionamento del pacchetto "Argyll":
http://www.argyllcms.com/doc/ArgyllFlow.jpg

Con Targen e Printtarg dovrei creare delle tavole equivalenti a quelle usate dal programma Datacolor, ma coi colori che voglio io. In questa maniera avrò le letture fatte dallo SpyderPrint dentro i file .xml che menzionavo sopra.

A questo punto inserisco le letture tramite txt2ti3 e riprendo il flusso previsto. Devo solo convertire quelle letture in un file txt sensato per argyll.

Nel mio caso specifico sono interessato a migliorare la stampa in BN, quindi vorrei fare delle tavole con toni vicini all'asse del neutro e se possibile perfezionare il profilo in più passaggi.

Se avrò successo credo sarà un risultato interessante perché lo Spyderprint lo si trova a prezzi più bassi del colormunki.

Ringrazio tutti
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AlbertoM
Moderatore

Italy
4716 Posts

Postato -  20/04/2021 :  18:14:27  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di AlbertoM  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Puoi provare a partire con questi comandi:

targen -v -d3 -e1 -f225 target

printtarg -v -t300 -ii1 -r -b -a1 -p 200x200 target

Ti viene creato un tiff con 225 patches, 15x15, poi dovrai inserire i valori RGB personalizzati nel file target.ti1 (la scala è da 0 a 100)
Poi credo che dovrai anche specchiare l'immagine in verticale, perchè argyll ti fa leggere in modo opposto rispetto al software di XRite, il software dello Spyder purtroppo non lo conosco...

AlbertoM
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andreavax
Junior Member

44 Posts

Postato -  20/04/2021 :  19:25:28  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Citazione:
Postato da AlbertoR


Sì, avevo notato questa triste cosa e forse non mi sono espresso chiaramente più sopra.
Il programma di Spyderprint genera dei file xml dove sono registrate le letture fatte per la calibrazione. Il mio intento è quello di sfruttare quei file per riuscire a fare le calibrazioni che mi servono con Argyll.

Qui c'è lo schema di funzionamento del pacchetto "Argyll":
http://www.argyllcms.com/doc/ArgyllFlow.jpg

Con Targen e Printtarg dovrei creare delle tavole equivalenti a quelle usate dal programma Datacolor, ma coi colori che voglio io. In questa maniera avrò le letture fatte dallo SpyderPrint dentro i file .xml che menzionavo sopra.

A questo punto inserisco le letture tramite txt2ti3 e riprendo il flusso previsto. Devo solo convertire quelle letture in un file txt sensato per argyll.

Nel mio caso specifico sono interessato a migliorare la stampa in BN, quindi vorrei fare delle tavole con toni vicini all'asse del neutro e se possibile perfezionare il profilo in più passaggi.

Se avrò successo credo sarà un risultato interessante perché lo Spyderprint lo si trova a prezzi più bassi del colormunki.

Ringrazio tutti



Ciao, perdonami, avevo frainteso :-(

Certo che hai di fronte a te un bel lavoraccio.

Buon lavoro

Andrea
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AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato -  28/12/2021 :  17:02:14  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Buongiorno,
durante queste feste, dopo un'eternità sto trovando finalmente un po' di tempo ed energia per riprendere questa faccenda...
Purtroppo mi sono fermato subito perché la funzione txt2ti3 converte dei file txt solo di una certa "costruzione". Qui c'è qualche dettaglio in più : https://www.argyllcms.com/doc/txt2ti3.html

In pratica i programmi di colorimetri come xrite o Barbieri o altri dovrebbero poter esportare le misure di calibrazione anche in un txt comprensibile per la funzione txt2ti3. Mi servirebbe uno di questi file per capire come crearne uno fac-simile e entrare finalmente nello schema di funzionamento di argyll. Qualcuno potrebbe esportare una sua misura di calibrazione in txt e condividerla?

Vi ringrazio nuovamente
Alberto
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AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato -  29/12/2021 :  13:59:31  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Aggiorno il topic per cambiare richiesta.

Ho trovato una strada alternativa per entrare nel flusso di lavoro di Argyll e in prima battuta funziona.

In pratica creo il target .tif come indicato sopra da AlbertoM.
Misuro quanto stampato con lo Spyderprint.
Poi creo un secondo file .tif geometricamente identico al target iniziale ma coi colori ottenuti dalla misurazione con lo spyderprint.

In questa maniera sembra che io abbia usato uno scanner per ottenere la misura.

A questo punto uso la funzione scanin che crea il file .ti3 e con colprof posso finalmente ottenere il profilo .icm.

Ho un problema però! La funzione scanin ha tra gli input anche il profilo .icm dello scanner... Che cosa dovrei mettere io che uso il Datacolor SpyderPrint invece che un vero scanner?
I valori che mi dà dovrebbero essere già corretti, quindi vorrei avere un profilo .icm che non mi cambi niente.

A titolo informativo, questo flusso di lavoro funziona, ovvero da una scansione fatta con Spyderprint riesco ad ottenere un profilo icm, però usando il trucchetto di indicare come profilo dello scanner lo spazio sRGB.icm. Ma che profilo dovrei dargli invece?
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VintagePino
Average Member

Italy
112 Posts

Postato -  30/12/2021 :  11:18:59  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Per pura curiosità, ho letto che non puoi leggere i valori colorimetrici delle singole tacche, suppongo RGB, ma neanche i valori L di Lab letti singolarmente? Perchè basterebbero per usare le 21 tacche grige fornite dal programma QuadToneRip. Con questo potresti farti in maniera semplice un profilo icc dedicato al bianco e nero che di solito funziona bene.
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AlbertoR
Junior Member

Italy
30 Posts

Postato -  30/12/2021 :  22:46:01  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ciao pino,

Prima di passare come disinformatore devo ammettere che ignoravo un paio di funzioni del programma che ora ho scoperto e sono utili. La prima è appunto la misura singola, la seconda è l'esportazione delle misurazioni di una calibrazioni in un file txt.

Alla fine a me non cambia quasi nulla a dire il vero, però se qualcuno volesse un colorimetro con queste funzioni lo spyderprint ne è dotato.

La lettura della singola tacca viene fornita in valori rgb e Lab, se non ricordo male. Viceversa l'esportazione della calibrazione è esclusivamente in Lab. Ma comunque con semplici routine è possibile passare da una all'altra.

Per fare una buona calibrazione del BN le 21tacvhe grigie purtroppo non bastano, con quelle fai la linearizzazione dell'asse neutro usando degli inchiostri neutri. Nel mio caso, ovvero con degli inchiostri colorati bisogna riuscire a compensare quanto meglio le dominanti e per questo occorre girare attorno all'asse neutro in quanti più punti si riesce...
Mi pare che ci fossero stati dei topic su questo, forse addirittura iniziati da me.

Alberto
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Lorenzo
Senior Member

Italy
267 Posts

Postato -  31/12/2021 :  10:17:49  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
SpyderPrint ha il proprio software, fermo alla 5.5 perché prodotto dismesso. Non so se AlbertoR insieme allo spettro ha anche acquistato il numero di serie del software, perché in tal caso mi ricordo che dispone di varie patches in formato nativo, tra cui anche specifiche per il bianco e nero e per refining. Non ho mai capito se quello spettrofotometro sia in grado di leggere righe, a dir la verità l'ho sempre usato per letture di tacche singole per QTR. Ha il solo, grande, difetto di non essere dotato di filtro UV ed esige una specie di "riscaldamento" dopo la calibrazione. Però per QTR è uno strumento ben ideato. Se le 21 tacche non bastano, c'è lo stepwedge da 51 e restituisce esattamente i valori con cmd linearizzazione per QTR. Per la creazione di profili ICC RGB va usato il suo software, che però a me non è mai piaciuto granché.

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Lorenzo Mangini
www.lorenzomangini.it
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AlbertoR
Junior Member

Italy
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Postato -  31/12/2021 :  10:56:44  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ciao Lorenzo,

Sì, ho anche la licenza del software e sto usando proprio la 5.5.

Tramite il software si possono creare dei profili con o senza una parte dedicata al BN, ma sfortunatamente sono qui a fare le domande qui sopra perché il risultato non l'ho trovato sufficiente.

Di base il colorimetro ha in dotazione una guida di plastica che consente di muoverlo precisamente lungo le varie strisce e poi il software riconoscerebbe il passaggio tra una toppa e l'altra. Uso il condizionale perché in pratica è molto più sicuro disabilitare la lettura automatica ed usare il tasto per indicare il passaggio da una toppa alla successiva (poco male comunque, ci vuole un po' più tempo ma il controllo è completo).

Per la faccenda del riscaldamento hai proprio ragione. Questa mattina ho fatto qualche prova registrando in sequenza una sessantina di dati da una stessa toppa e c'è una convergenza al valore finale che dura circa dieci letture... Quindi per creare un profilo valido bisognerebbe riscaldare il colorimetro con una decina di misure subito prima di iniziare la sequenza delle toppe, per poi farle tutte con una discreta rapidità.
(anche qui poco male, comunque, si riesce a fare abbastanza facilmente)

Io sto provando ad andare oltre il software proprietario per superarne i limiti (calibrazione con al massimo 729 toppe e altre 238 per l'asse neutro e nessuna possibilità di iterare il processo). Con Argyll ci sono delle strade per entrare nel suo flusso di lavoro, ma sfortunatamente mi mancano alcune conoscenze.

La più facile sembra quella di creare il file .ti3 ex-novo con le letture fatte dal colorimetro. Ma sinceramente non ho ben chiaro che valori ci vanno messi. Mi piacerebbe avere a disposizione i file ti2 e ti3 di una lettura fatta con un colorimetro compatibile con Argyll per ragionarci su. Qualcuno potrebbe condividerli? (ci scambiamo la mail in privato)

Una volta capita la logica con cui i dati della lettura vengono riversati nel file .ti3 sarei contento di condividere il risultato.

Alberto

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VintagePino
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Italy
112 Posts

Postato -  31/12/2021 :  11:39:34  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Premetto che non sono un esperto di Argyll, anch'io l'ho utilizzato per tentativi più che altro per curiosità. Per creare i file con le patch (o tacche) da leggere potresti utilizzare nel comando Targen i flag che ho indicati (riportati dalla documentazione di Argyll) per migliorare il profilo.
Si riferiscono ad un profilo di "precondizionamento" che penso possa essere quello che hai già e dovrebbe essere -c nomeprofilo.icc (Mia nota:però non è chiaro se il profilo di riferimento deve essere già perfetto, ma in questo caso non ti servirebbe farne un altro, o se utilizzi quello che hai già).

Il parametro -n imposta il numero di patch in una serie di step wedge dell'asse neutro. Questo utilizza il profilo di precondizionamento , per cercare i valori del dispositivo dell'asse neutro presunto. Per impostazione predefinita, non vengono generati valori di assi neutri. Se si dispone di un profilo precedente per un dispositivo come riferimento, l'aggiunta di alcuni valori dell'asse neutro può migliorare il rendering dell'asse neutro dei profili successivi. (mia nota: però non è chiaro se il profilo di riferimento deve essere già perfetto).

Il parametro -N nemphasis permette di modificare il grado in cui la distribuzione della patch dovrebbe enfatizzare l'asse neutro. Poiché l'asse neutro è considerato l'area visivamente più critica dello spazio colore, può aiutare a massimizzare la qualità del profilo risultante per posizionare più campioni di misurazione in questa regione. Questa enfasi è efficace solo per le distribuzioni di patch percettive e per la distribuzione OFPS predefinita se il parametro di adattamento è impostato su un valore alto. È anche più efficace quando viene fornito un profilo di precondizionamento , poiché questo è l'unico modo per determinare il neutro. Il valore predefinito di 0,5 fornisce un effetto circa il doppio dell'enfasi della formula CIE94 Delta E. (mia nota: il valore va da 0 -1).

Il flag e il parametro -c vengono utilizzati per specificare un profilo di precondizionamento ICC o MPP.

La prova interesserebbe anche me ma non la faccio con i due profili da 1000 e 2000 patch che ho fatto perchè mi sparo piuttosto di rifarli per prova (anche se dovrei perchè dopo alcune stampe ho visto che le stampe in bianco e nero non sono proprio neutre ma sul marroncino).
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Lorenzo
Senior Member

Italy
267 Posts

Postato -  01/01/2022 :  20:03:17  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Citazione:
Postato da AlbertoR

Ciao Lorenzo,

Sì, ho anche la licenza del software e sto usando proprio la 5.5.

Tramite il software si possono creare dei profili con o senza una parte dedicata al BN, ma sfortunatamente sono qui a fare le domande qui sopra perché il risultato non l'ho trovato sufficiente.

Di base il colorimetro ha in dotazione una guida di plastica che consente di muoverlo precisamente lungo le varie strisce e poi il software riconoscerebbe il passaggio tra una toppa e l'altra. Uso il condizionale perché in pratica è molto più sicuro disabilitare la lettura automatica ed usare il tasto per indicare il passaggio da una toppa alla successiva (poco male comunque, ci vuole un po' più tempo ma il controllo è completo).

Per la faccenda del riscaldamento hai proprio ragione. Questa mattina ho fatto qualche prova registrando in sequenza una sessantina di dati da una stessa toppa e c'è una convergenza al valore finale che dura circa dieci letture... Quindi per creare un profilo valido bisognerebbe riscaldare il colorimetro con una decina di misure subito prima di iniziare la sequenza delle toppe, per poi farle tutte con una discreta rapidità.
(anche qui poco male, comunque, si riesce a fare abbastanza facilmente)

Io sto provando ad andare oltre il software proprietario per superarne i limiti (calibrazione con al massimo 729 toppe e altre 238 per l'asse neutro e nessuna possibilità di iterare il processo). Con Argyll ci sono delle strade per entrare nel suo flusso di lavoro, ma sfortunatamente mi mancano alcune conoscenze.

La più facile sembra quella di creare il file .ti3 ex-novo con le letture fatte dal colorimetro. Ma sinceramente non ho ben chiaro che valori ci vanno messi. Mi piacerebbe avere a disposizione i file ti2 e ti3 di una lettura fatta con un colorimetro compatibile con Argyll per ragionarci su. Qualcuno potrebbe condividerli? (ci scambiamo la mail in privato)

Una volta capita la logica con cui i dati della lettura vengono riversati nel file .ti3 sarei contento di condividere il risultato.

Alberto





Buonasera Alberto,

non so quale/i stampante/i hai, vedo che qui Argyll è molto benvoluto, per mio conto la fase della profilazione, della rifinitura del profilo non può prendere più tempo di quello che dedico alla stampa e questa deve prendere meno tempo dello scattare foto. Non devo essere più programmatore che grafico (da questo punto di vista le maschere e il workflow di altri programmi aiutano molto). Questo ovviamente vale per me. Lo SpyderPrint è uno spettrofotometro superato da tempo, quand'anche funzionale (le lampade col tempo si consumano), leggo nel tuo primo post che sei alla ricerca di un buon BN, per questo fine io utilizzo ancora QTR, che penso tu conosca, e per questo torno a chiederti che stampante/i usi. Certo che se hai preso una via ben precisa e sei convinto con quella, non mi permetto di andare oltre, però i livelli di utilizzo di QTR possono essere diversi e più che altro io apprezzo molto il fatto di poterlo usare proprio come un RIP on the fly, variando l'intonazione della singola stampa (una volta presa pratica su come ragiona, che non è immediato).

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Lorenzo Mangini
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AlbertoR
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Postato -  02/01/2022 :  18:30:04  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ciao Lorenzo,

La mia stampante è la epson 1500W, che è supportata da QTR (che ho usato giusto qualche momento per fare una prova).

Questa stampante è l'unica che ho per uso fotografico e vorrei usarla per fare BN e colori, quindi usare QTR significherebbe passare agli inchiostri grigi e così rinunciare al 90% delle mie stampe.

Il mio intento è di arrivare ad un buon BN con i profili, ma non so se sia fattibile. Avevo già chiesto in questo forum se si potevano raggiungere buoni risultati e la risposta era stata "sì, forse... ". E quindi adesso sto provando.

Del resto ti posso dare ragione su tutto il ragionamento, ma nel mio caso mi piace mettere le mani anche nel processo di stampa ed arrangiarmi senza avere tutto pronto o spendendo tanto (per me è solo un passatempo). In quest'ultimo periodo la stampa, nei vari suoi aspetti, mi appassiona più che fotografare.

Infatti ho sperimentato molte soluzioni per arrivare ad un BN neutro, in parte divertendomi, in parte arrabbiandomi e generalmente con un successo solo parziale: profilazione tramite la fotocamera e programmi di bilanciamento fatti da me (scarsi risultati nella correzione delle ombre, ma molto buoni sulle luci), miscelazione dei colori per creare dei grigi (tendenza ad avere una dominante difficilmente correggibile usando solo la stampante per inchiostrare) e sostituzione dei colori con nero diluito (risultati validi, ma contrasto poco acceso senza un sistema RIP)...
Da ogni cosa ho imparato qualcosa.

ciao
Alberto
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Lorenzo
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Postato -  02/01/2022 :  19:45:15  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Guarda, stavo lavorando proprio sulla carta FS ex Beluga di Alberto con QTR e la mia nuova SC-P900 e ho dato un occhio: in QTR non esiste la 1500. La mia primissima stampante LF è stata una gloriosa R2400, poi la R2880, quindi sono passato da una 3800 e una Pro4900 e ad oggi ho ancora una 3800 funzionante e la nuova P900 (tutto un altro mondo). La 1500 ha il solo inchiostro nero ed è per questo che non figurano files di curve dedicate in QTR. Però ci sono le curve "adattate" dalla 2880 per la 1400 e che quindi vanno bene anche per la 1500. Devi cercare nella folder della 1400 CL. Le sigle delle curve contengono tutti i dati della creazione: CL sta per Claria, Uk Ultrachrome, UT sta per Ultratone, ecc. Nel caso della 1500W sarà probabile optare per la curva BO (black Only). Non devi usare i files .quad (li usa il software durante il processo di stampa) ma i files .qidf (che sono le curve editabili).
Con lo SpyderPrint puoi anche creare un profilo .icc da usare per softproofing oppure in scala di grigi anche per la stampa e quindi andare oltre Epson (Canon).
Prova ad aprire una di quelle curve CL per la 1400, cancella i valori di linearizzazione e stampa le 21 tacche (o le 51). Leggi le patches con lo SpyderPrint registrando il file .txt, riversa quel file su Lineariza Data di QTR e incolla i valori L di linearizzazione nella maschera Linearize. Ci sarebbe anche da inserire i valori L (dopo averli passati da un foglio Excel di Boutwell) che vanno a correggere l'asse del grigio (grey curve) e avrai un ottimo BW.

Ti lascio con questa paginetta di qualche anno fa, ma, per me, sempre valida, anche con la nuova P900:

https://www.bwmastery.com/blog/2015/abw-vs-qtr

Ciao e buon prosieguo

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Lorenzo Mangini
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AlbertoR
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Postato -  02/01/2022 :  20:04:08  Mostra il Profilo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Ti ringrazio del suggerimento, cercherò di metterlo in atto il prima possibile!

La stampa black only la facevo quando usavo linux e mi piaceva molto come risultato, ad eccezione di un effetto che si aveva al bordo delle stampe. Penso di aver aperto un topic al riguardo per chiedere informazioni.

Avevo fatto qualche black only superbasico anche con qtr ma poi avevo sospeso e non ricordo più perché.

Ora è giunto il momento di riprovarci...

Visto che in questo topic si parla di SpyderPrint aggiungo giusto una domanda: in cosa questo colorimetro è superato?

Ciao
Alberto
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Lorenzo
Senior Member

Italy
267 Posts

Postato -  04/01/2022 :  14:50:13  Mostra il Profilo  Visita l'Homepage di Lorenzo  Rispondi comprendendo il testo originale fra righe
Lo Spyderprint è uno spettrofotometro (non un colorimetro) in tutto e per tutto.
Ma ha grossi limiti, soprattutto nel software che utilizza per funzionare. Il primo limite appunto è che funziona soltanto col proprio software. Il fatto che non effettui letture di fila ma solo spot (anche se i video dicevano diversamente) è una limitazione notevole. Il fatto che debba riscaldarsi per avere risultati decenti è un altro fattore a sfavore. Non ha filtro UV e quindi non è possibile stabilire il punto di bianco della carta , soprattutto se contiene anche una mi una quantità di sbiancanti ottici. Non è portabile e quindi si possono fare solo misurazioni locali. Non figurando fra i maggiori software di color proofing ha un utilizzo prevalentemente amatoriale. Come il fratello Color Munki Photo o come si chiama ora. Però il suo dialogo con QTR è il migliore e crea comunque profili ICC, che però è poi molto complicato affinare. I1, Barbieri, ES1000 o 2000 di EFI, sono gli apparecchi più diffusi per imaging digitale fotografico, senza andare su apparecchi da decine di migliaia di euro utilizzati nell’industria grafica.

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Lorenzo Mangini
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