Terre / Sogni

24 Giugno 2008

Sei il visitatore numero 4057

Premessa

E' con particolare soddisfazione che voglio annunciare personalmente questa mostra fotografica dell'autore friulano Daniele Indrigo. Si tratta di fotografie di paesaggio (tema a me molto caro) raccolte nei suoi viaggi intorno al mondo.
Ed è con questa mostra che PhotoActivity inaugura una tecnica di stampa nuova, frutto di anni di ricerca, che ci ha consentito di raggiungere livelli qualitativi davvero sorprendenti. La carta utilizzata per le stampe della mostra è la "classica" Hahnemuhle PhotoRag 308, la più apprezzata per il Fine-Art a livello mondiale. Siamo riusciti, dopo anni di prove e di test, ad eliminare quello che è considerato il tallone di Achille delle stampe su carta matte, ovvero la scarsa densità del nero
Le stampe su carta matte hanno il pregio di non presentare riflessi indesiderati dovuti alle sorgenti di luce parassite, ma il nero massimo stampabile, a volte non è così convincente come nelle stampe lucide o semilucide. Con questa nostra nuova tecnica a "doppio nero" (più quattro gradazioni di grigio) siamo riusciti ad ottenere una DMax relativa di 1,94 (L*=9,55), quando con i sistemi tradizionali, non si riesce a superare valori di 1,69 (L*=14,9). Questa differenza numerica si traduce in neri assolutamente profondi, privi di riflessi, contrasti visibilmente maggiori e dettagli molto più puliti e "staccati" nelle ombre, senza però rinunciare alle più delicate transizioni nelle medie-alte luci grazie alla presenza dei quattro grigi.
Mi fa molto piacere avere inaugurato questo sistema di stampa con una mostra composta da immagini così suggestive e ben curate. Bravo Daniele! L'estrema cura nella preparazione delle immagini, la scelta felice delle inquadrature, e i luoghi stessi immortalati, che ci fanno venire voglia di viaggiare, si adattano perfettamente alla riproduzione su PhotoRag, con la sua texture leggemente materica, che ricorda la matrice 100% cotone di questa pregiata carta per il Fine-Art.
Come al solito la riproduzione a monitor di queste immagini non rende affatto giustizia alle stampe viste dal vivo, per cui vi invito a passare per Sacile e a fare un giro nella ex Chiesa di San Gregorio dal 28 Giugno fino al 13 Luglio.

Alberto Maccaferri


Daniele Indrigo, Terre / Sogni

Sacile (PN), ex Chiesa di San Gregorio

28 giugno - 13 luglio 2008

Il viaggio é una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota per entrare in un'altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno”.

Questo pensiero tratto da un racconto di Guy de Maupassant è stato scelto come filo conduttore della selezione di immagini scelte tra quelle scattate negli ultimi 10 anni dal fotografo friulano Daniele Indrigo, ora esposte al pubblico in questa mostra realizzata a Sacile, affascinante centro della provincia di Pordenone adagiato sulle sponde del fiume Livenza, che ancora conserva nella fisionomia dei luoghi e nel suo storico epiteto di “Giardino della Serenissima” la chiara matrice veneziana.

La mostra è infatti in sé stessa un viaggio attraverso terre vicine e lontane, lette attraverso l’obiettivo di un fotografo che rivendica per il proprio lavoro una forte inclinazione per l’arte e una grande passione per la natura, colta nei suoi aspetti più imprevedibili e spettacolari, in ambienti e dettagli inconsueti, nei paesaggi estremi, ritratti spesso in condizioni climatiche avverse.

La precisa scelta di fotografare in digitale consente infatti all’autore un più ampio margine di elaborazione, grazie allo sviluppo in “camera chiara”; quando necessario, egli riesce così ad eliminare piccoli elementi di disturbo che potrebbero togliere valore alla composizione o distrarre l’attenzione dal soggetto, ma senza aggiungere mai elementi estranei allo scatto.

Le opere esposte sono quindi il frutto di un lungo processo di ricerca, di tentativi, di avanzamenti e retrocessioni continue al fine di creare il workflow perfetto che le renda uniche: filtrando pazientemente i contenuti altrettanto scrupolosamente raccolti, l’autore può infine re-interpretarli artisticamente, secondo la sua personale visione e il suo gusto, in modo da renderli massimamente espressivi e comunicativi.

Infine, la stampa “fine art” in bianco e nero (realizzata su carta pregiata con inchiostri ai pigmenti di carbone nati per sfidare il tempo) completa questa ricerca, segnando il passaggio ultimo dalla contemplazione diretta del soggetto alla dimensione - solo apparentemente “irreale” - dell’opera definitiva, che restituisce la natura raffigurandola più vera del vero, ma del tutto falsificata, come solo la Fotografia sa fare.

Il percorso della mostra accompagna il pubblico attraverso alcuni luoghi della terra dove si ritrovano paesaggi e scenari naturali eppure così straordinari da sembrare parte di un mondo onirico e immaginario. Si passa dal misterioso silenzio dei templi e dei litorali della Sicilia agli spazi aperti e cristallini dei grandi parchi americani (Grand Canyon, Yellowstone, Monument Valley tra gli altri), dove la natura appare madre o matrigna, ma sempre padrona assoluta del tempo. Le terre estreme dell’outback australiano, con i profili inconsueti e - pur nel bianco e nero dell’immagine - fortemente pittorici delle Olgas mountains o delle Bungle Bungles, nomi già evocatori di luoghi immoti e remoti. E poi ancora le meraviglie nascoste della “vecchia Europa”, dai paesaggi d’Irlanda alle scogliere del Finistère in Bretagna fino alla mitica Islanda, meta a lungo sognata e finalmente raggiunta per scoprire vallate battute dal vento, ghiacciai e cascate che davvero sembrano portare verso un altro mondo, come immaginò Jules Verne, che in un suo famoso romanzo proprio dal cratere Jökull del vulcano che domina la penisola di Snaefellsnes (qui presente in diversi scatti) imboccò la via verso il Centro della terra.

Oltre alle foto “tradizionali”, in mostra anche una serie di immagini panoramiche di grande formato, che testimoniano la qualità delle soluzioni tecnologiche oggi a disposizione, applicate ad una tecnica di ripresa che fin da tempi remoti ha portato i fotografi - con altri mezzi - a cercare di imitare la versatilità e la perfezione dell’occhio umano, l’unico in grado di spaziare all’infinito per restituire la magia di questo nostro mondo.


Locandina

Pieghevole esterno

Pieghevole Interno


Per informazioni e approfondimenti:

www.danieleindrigo.com

Uff. stampa e promozione: Chiara Mutton, tel. 339 2219773